Rapporto della Fao, un miliardo di persone muore di fame
martedì, 9 dicembre, 2008, 14:19
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Il numero delle vittime della fame nel mondo non diminuisce, anzi, dal 2007 il bilancio è incrementato di 40 milioni di persone, passando così da 923 a 963 milioni. E l’attuale crisi finanziaria mondiale potrebbe aggravare questo dato già terrificante. A lanciare il triste allarme è l’ultimo rapporto Fao sullo “Stato dell’insicurezza alimentare nel mondo”, che riporta i dati del 2007, aggiornati dall’agenzia Onu agli ultimi mesi di quest’anno e presentati nella conferenza stampa di lancio del documento, a testimoniare come la piaga della fame proceda inarrestabile e a ritmi sostenuti.
L’aumento dei prezzi ha fatto precipitare nell’insicurezza alimentare milioni di poveri e ridotto drasticamente la quantità e qualità del cibo a loro disposizione. Anche se nel 2008 c’è stato un calo dei prezzi spiega Hafez Ghanem, vicedirettore generale della Fao, “per milioni di persone riuscire a mangiare ogni giorno una quantità di cibo sufficiente è ancora un sogno lontano”.
L’impegno della Fao per i prossimi anni sarà da una parte rafforzare il settore agricolo e aiutare i piccoli produttori ad aumentare la produttività fornendo sementi, fertilizzanti e mangimi per animali, oltre a macchine agricole, infrastrutture e servizi essenziali e dall’altra, avviare programmi di sicurezza e protezione sociale per le categorie più vulnerabili.
Ma la vera ricetta contro la fame nel mondo non sono solo gli aiuti umanitari e la distribuzione di alimenti. Esiste un’altra via più efficace che rende scontenti gli agricoltori e gli allevatori europei basata sull’eliminazione dei contributi europei. Queste categorie godono da molte tempo di sussidi finanziari che vanno contro la libera competizione del mercato. I contributi comunitari non solo decretano una condanna a morte per quei paesi afflitti dalla fame ma generano delle eccedenze nella produzione che si traducono in sprechi. Come mai non parlare di questa grande truffa morale e finanziaria che colpisce le tasche di tutti i cittadini europei soprattutto adesso che si è nel bel mezzo di una crisi economica di grande scala? Quei soldi e non sono pochi potrebbero essere spalmati in modo equo alle classi meno abbienti.
Nessuno osa però calpestare gli interessi della lobby degli agricoltori e degli allevatori europei e per tanto le Ong hanno puntato su un’altra via quella del dumping ovvero la vendita di un bene o di un servizio su di un mercato estero (mercato di importazione) ad un prezzo inferiore a quello di vendita (o, addirittura, a quello di produzione) del medesimo prodotto sul mercato di origine (mercato di esportazione) – ma anche questa via sembra che non piaccia. Quante volte dovremmo ascoltare questi dati sulla fame del mondo? E quante volte ci porremo la fatidica domanda se la Fao funziona? Ma la vera vergogna è che oggi rimaniamo basiti di fronte a questi numeri ma domani i media non ne parleranno più e quindi torneremo a pensare al nostro lauto pranzo di Natale dimenticandoci di chi ha meno di noi.
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