Muro di Berlino, i Grandi del mondo per ricordare il crollo
0 commenti · 10 novembre, 2009 · 15:08
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Nove novembre 1989 – 9/11/2009. Mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel percorreva ieri i 138 metri del ponte di Boesebruecke con l’ex presidente dell’Urss, Mikhail Gorbaciov, e all’ex presidente della Polonia, Lech Walesa, la memoria di ognuno tornava a quelle notti di venti anni fa. La gente si agitava convulsa nella luce dei lampioni e delle telecamere, brandendo picconi, martelli, arrampicandosi, scavando il cemento con le mani: ventotto anni di separazione, regime, terrore cadevano in un colpo insieme al loro simbolo più terribile: il muro. Ieri il mondo ha ricordato. Ancora una volta un fiume di persone, di nuovo decine di telecamere e giornalisti arrivati a Berlino per raccontare il ventennale della fine della Germania Est. Il mondo intero ha ricordato, anche l’Italia. Se a Gubbio, il parroco ha fatto suonare a distesa le campane delle chiese per un’ora, da mezzogiorno all’una, a Roma un Muro è stato ricostruito a metà della scalinata di Trinità dei Monti. Nella capitale è stato anche inaugurato un viale intitolato allo scrittore russo e premio Nobel Aleksandr Solgenitsin, autore di Arcipelago Gulag. Non a caso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricordato il senso profondo della celebrazione: «La libertà di espressione sancita dall’articolo 21 della Costituzione è uno dei principi da tener sempre cari e far vivere in Italia e ovunque».






