Josef Fritzl ha ammesso tutti gli orrori, ho ucciso e stuprato
0 commenti · 18 marzo, 2009 · 15:14
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Ha ammesso tutto Josef Fritzl, il padre-mostro che ha segregato e violentato la figlia Elisabeth per 24 anni. Questa mattina, a sorpresa, in apertura dell’udienza del processo a St. Poelten (Bassa Austria), si è riconosciuto colpevole di tutti i capi di imputazione, incluso omicidio colposo e riduzione in schiavitù, che aveva contestato. Lunedì, quando era iniziato il procedimento, Fritzl aveva ammesso i reati di stupro, incesto e segregazione, rifiutando di dichiararsi colpevole per i due più gravi. A fargli cambiare idea è stata la testimonianza di Elisabeth, oggi 43enne, proiettata ieri in aula, che l’avrebbe commosso: 11 ore di filmato in cui la donna, rinchiusa nella cantina di casa a 18 anni, ha raccontato le violenze e gli orrori subiti. Alla domanda della giudice Andrea Humer su come mai avesse cambiato atteggiamento, Fritzl ha risposto: «La testimonianza di mia figlia». Poi ha ribadito: «Mi riconosco colpevole di tutti i capi di imputazione scritti dell’atto di accusa: mi pento».
L’accusa di omicidio colposo per Fritzl riguarda la morte di uno dei sette figli-nipoti avuti con Elisabeth. Nel 1996 uno dei bambini nacque con problemi respiratori ma l’uomo si rifiutò di portarlo in ospedale e il neonato morì dopo circa 70 ore dal parto. «Avrei dovuto fare qualcosa», ha detto Fritzl in aula. Per l’uomo, 74 anni, si apre quindi la strada per una condanna all’ergastolo. La sentenza, attesa per venerdì, potrebbe arrivare domani – oggi è prevista la perizia degli psichiatri. Intanto, secondo la stampa austriaca, ieri Elisabeth ha assistito a parte dell’udienza. Il giornale Kurier scrive che la donna intendeva «raccogliere delle impressioni» dal vivo e seguire le reazioni del padre, perché vuole scrivere un libro sul martirio. «So wie´s kommt, kommt´s». Ovvero: «Succede quel che succede». Così Josef Fritzl raggelò la figlia Elisabeth quando lei lo supplicò di portare all’ospedale il figlio neonato con problemi respiratori. Il piccolo morì e papà-nonno Josef lo cremò in un forno a legna.






