Josef Fritzl dovrà pagare per i suoi crimini fino alla morte
0 commenti · 20 marzo, 2009 · 8:18
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Sarà un istituto per “criminali psichicamente abnormi” a ospitare Josef Fritzl fino alla fine dei suoi giorni. Il padre-mostro che ha segregato e violentato almeno 3.000 volte sua figlia Elisabeth per 24 anni, è stato condannato all’ergastolo, da scontare in una prigione speciale per detenuti capaci di intendere e di volere ma afflitti da gravi disturbi della personalità. Il processo di St. Poelten, in Austria, si è concluso con una sentenza lampo, raggiunta all’unanimità dagli otto giurati. Fritzl, che compirà 74 anni il 9 aprile, è stato giudicato colpevole di tutti i capi di imputazione: omicidio colposo, riduzione in schiavitù, segregazione, stupro, incesto e gravi minacce. «Deve pagare per i suoi delitti fino alla morte» è stato l’unico, lapidario commento della figlia Elisabeth, oggi quarantatreenne, che dal 1984 al 2008 ha vissuto rinchiusa in uno scantinato senza luce. In tutto Elisabeth ha avuto sette figli dal padre, di cui uno morto poco dopo la nascita nel ‘96, e bruciato da Fritzl in una caldaia. Altri tre (di 19, 18 e cinque anni) sono sempre vissuti nel bunker. Alla scoperta dell’orrore si è giunti dopo il ricovero in ospedale il 26 aprile scorso della figlia maggiore dell’incesto, Kerstin (19). La sentenza è stata considerata «equa» anche dallo stesso Fritzl, secondo quanto riferito dal suo avvocato Rudolf Mayer. La tragedia che ha sconvolto l’Austria sarà narrata in un libro da due giornalisti, Allan Hall e Michael Leidig (”L’inferno di Elisabeth”, edito da Sperling & Kupfer).
Si è consumato in soli 4 giorni il “processo del secolo” per l’Austria. Fritzl entra in aula nascondendosi il volto e si riconosce colpevole di stupro, incesto e segregazione. Il secondo giorno Elisabeth narra il suo martirio, a porte chiuse. Il terzo giorno Fritzl ammette anche l’omicidio colposo e la riduzione in schiavitù. Il quartogiorno si dice «pentito di tutto cuore». E la giuria, 4 uomini e 4 donne, lo condanna all’ergastolo. Fritzl accetta il verdetto.






