Il posto fisso non fa la felicità, meglio credere in Dio
0 commenti · 4 settembre, 2010 · 16:45
Quindi, volevamo uscire all’aperto per entrare nell’ampiezza delle possibilità dell’essere uomo». Un impulso, quello di andare oltre all’abituale, che contrassegna ogni generazione, dunque anche l’attuale, nonostante il forte senso di precarietà economica che si respira in tutto l’Occidente. «So che stabilità e sicurezza non sono le questioni che occupano di più la mente dei giovani. Sì la domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sotto i piedi è un problema grande e pressante, ma allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l’età in cui si è alla ricerca della vita più grande». L’amarcord è contenuto nella riflessione scritta sulla prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà il prossimo anno in Spagna.
Un mega raduno che misurerà la tenuta della fede tra i giovani in un continente dove Dio viene progressivamente emarginato dalla vita pubblica, come dimostrano i sondaggi e come denuncia apertamente il pontefice. «Siate testimoni della speranza cristiana nell’era della globalizzazione». E chissà se il Papa Teologo riuscirà davvero a penetrare nel cuore dei ragazzi dell’iPad e dell’iPod con un messaggio così controcorrente per la mentalità dominante. Avere salde radici di fede, predica Ratzinger, offre «prospettive più ampie di quelle che la società di oggi tende a esaltare, promettendo quasi un Paradiso senza Dio». di Franca Giansoldati







