Elezioni regionali Francia 2010, la sinistra sogna

0 commenti · 14 marzo, 2010 · 15:52

Nicolas Sarkozy

Nicolas Sarkozy

La gauche vince, la destra perde, ma quanti andranno a votare? Una grossa incognita pesa sulle elezioni che oggi chiamano alle urne oltre 44 milioni di francesi per il primo turno delle regionali. Potrebbero essere meno della metà – un record storico di astensione – gli elettori che risponderanno ai molteplici appelli alla mobilitazione lanciati da tutti i partiti. Un’indifferenza che potrebbe rendere più difficile valutare il reale peso del trionfo della sinistra e della bocciatura della politica del governo. Sul risultato generale sembrano ormai essere pochi dubbi, a meno di una clamorosa smentita dei sondaggi, per una volta tutti d’accordo. Il partito socialista dovrebbe festeggiare una clamorosa rimonta, passando dal moribondo 16 per cento delle europee di giugno a un sorprendente 30 per cento di questa sera. Le cifre più rosee predicono addirittura un sorpasso sul rivale di destra Ump, il partito del presidente Nicolas Sarkozy, che invece si prepara a una sonora sconfitta: non soltanto rischia di precipitare ben al di sotto del 30 per cento, ma potrebbe anche perdere le due sole regioni in cui governa, l’Alsazia e la Corsica.

«Possiamo vincere in tutte le regioni, possiamo diventare il primo partito di Francia»: martella ormai la segretaria del Ps Martine Aubry, solitamente avara di grandi entusiasmi. Nel novembre del 2008 era arrivata alla segreteria di un partito sull’orlo della dissoluzione in preda a una guerra tra bande, oggi può permettersi di rendere la pariglia all’Ump: «Sappiamo bene quello che succede alla destra, noi ci siamo passati – ha detto prima del silenzio della vigilia elettorale – Hanno perso la rotta, non restano loro che le lotte intestine e la gente che litiga…».

A destra naturalmente minimizzano e cercano già di tamponare la batosta. Nicolas Sarkozy ha detto e ripetuto più volte che si tratta di uno «scrutinio regionale che non può avere conseguenze nazionali» e ha già rassicurato i venti ministri in gara: una sconfitta non significherà (automaticamente) la perdita della poltrona. Un rimpasto di governo è comunque all’orizzonte e anche un cambiamento di politica; Sarkozy ha annunciato che ci sarà «una pausa nelle riforme» nel secondo semestre del 2011 e «qualche aggiustamento nel governo». Per il momento, tuttavia, l’attenzione è tutta sul risultato di questa sera e le alleanze per i ballottaggi. Passano al secondo turno le liste che superano il dieci per cento dei voti e possono partecipare alle liste d’Unione quelle che hanno ottenuto almeno il cinque per cento. Vede nero il MoDem di François Bayrou, ex terzo uomo alle presidenziali del 2007, che rischia oggi di quasi scomparire dal panorama politico. Punta invece a superare il 15 per cento Nouvelle Ecologie guidata da Daniel Cohn Bendit. Sarà lui l’alleato più importante, ma meno remissivo, per il partito socialista, che può contare anche sui comunisti.

La partita più difficile si giocherà in Alsazia, che potrebbe restare l’unica roccaforte della destra. All’estrema destra, il risultato del Fronte Nazionale resta un’incognita. Se non riuscirà a passare al secondo che in sei o sette regioni, l’Ump potrebbe beneficiare del riporto dei suoi elettori. Il leader Jean-Marie Le Pen ha condotto una campagna fedele ai suoi lavori: sicurezza, la Francia ai francesi e no all’immigrazione. La giustizia lo ha però costretto a ritirare la maggior parte dei suoi manifesti elettorali, considerati offensivi per i musulmani e il popolo algerino. Sopra la scritta “Vota FN” figuravano donne col burqa e minareti a forma di missili su una carta della Francia ricoperta dalla bandiera algerina. di Francesca Pierantozzi Il Messaggero

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