Cei-Berlusconi, gli stranieri delinquono come gli italiani

0 commenti · 30 gennaio, 2010 · 16:09

Mariano Crociata

Mariano Crociata

L’equazione immigrato uguale delinquente non piace per niente ai vescovi. «Dai nostri dati risulta che la percentuale della criminalità tra italiani e stranieri è analoga se non identica». Monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, rispedisce al mittente le affermazioni del premier Berlusconi facendosi portavoce dell’impegno della Chiesa per una piena integrazione degli stranieri e per garantire la cittadinanza ai bambini nati in territorio italiano. «La dignità di ogni persona non può essere oggetto a giudizio e discriminazione». I lavori del Consiglio Permanente della Cei si sono chiusi dopo quattro giorni di riflessioni. I membri del ’parlamentino’ della Cei si sono confrontati attorno a un tavolo, parlando della situazione esistente all’interno della Chiesa ma anche del clima generale del Paese. Alle forze politiche è stato chiesto di deporre le armi della polemica per collaborare al raggiungimento del bene comune. «I conflitti e le tensioni» originate dalla riforma della giustizia devono «essere superati» nel rispetto «degli equilibri istituzionali nel quadro costiuzionale». I problemi dell’Italia sono tanti e tali da imporre maggiore «armonia», non solo in politica. Volgendo lo sguardo all’imprenditoria – soprattutto dopo le decisioni della Fiat – monsignor Crociata non ha esitato a rivolgere l’appello di «conservare, assicurare e accrescere i posti di lavoro». Il dramma di chi è disoccupato è ben presente nelle parole del segretario della Cei. «Dobbiamo raccogliere questo grido, non possiamo rimanere insensibili». Sa bene che alle porte delle Caritas ormai non bussano più solo clochard e senzatetto, ma sempre di più pensionati, senza lavoro o precari che non riescono più arrivare alla fine del mese e pagare le bollette.

In questo giro d’orizzonte non potevano mancare le elezioni regionali che sono alle porte, un appuntamento ritenuto assai importante e che per questo sta mobilitando la Chiesa nel tentativo di aiutare gli elettori cattolici a orientarsi tra programmi e candidati. L’importante, dunque, è avere bene a mente i criteri di giudizio. Nel Lazio, per esempio, tra Renata Polverini e la radicale Emma Bonino, chi scegliere? Alle Regionali, ha risposto monsignor Crociata, bisogna eleggere chi «meglio persegue l’obiettivo del bene comune» i cui valori e criteri, in ordine di importanza sono: «la difesa della vita umana comunque si presenti, la difesa della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la promozione della solidarietà verso glia altri, in particolare i più deboli e il lavoro». In buona sostanza i valori antropologici «su vita e famiglia e le responsabilità sociali» non si possono contrapporre. Le indicazioni che arrivano sono chiare: «bisogna guardare alle esigenze generali più importanti e seguire i criteri che permettono di realizzare il bene più grande del Paese e delle Regioni». Quanto al sogno manifestato dal cardinale Bagnasco di vedere presto sulla scena una nuova generazione di cattolici, monsignor Crociata incoraggia l’effettiva partecipazione alla vita politica. «I valori fondamentali che fanno parte della coscienza possano essere perseguiti». Un tema che probabilmente è stato toccato dal Presidente della Cei Bagnasco che, ieri pomeriggio, a Palazzo Venezia, ha avuto un lungo colloquio col Presidente della Repubblica Napolitano. A far da sfondo all’incontro la mostra intitolata «Il Potere e la Grazia». di Francesca Giansoldati Il Messaggero

La Cei (Conferenza episcopale italiana) è l’unione permanente dei vescovi delle Chiese che sono in Italia. Attualmente è presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo metropolita di Genova. Nasce a Firenze l’8 gennaio 1952, sotto forma d’assemblea dei presidenti delle conferenze episcopali delle regioni conciliari italiane. La Conferenza episcopale italiana è l’unica il cui presidente non viene eletto dai membri ma è nominato personalmente dal Papa in qualità di primate d’Italia. La C.E.I. gestisce l’otto per mille versato dagli italiani e destinato alla Chiesa Cattolica.

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