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Notizie mondo / Caso Boffo, il Papa sa tutto e sta valutando l’intervento

Papa Benedetto XVI
E’ durato una settimana il silenzio che si era imposto il Vaticano. «E’ ovvio che il Papa è informato della realtà». Poche parole e solo per far sapere che Benedetto XVI è perfettamente al corrente di quello che succede; ogni giorno scorre i giornali, ascolta un tg ma soprattutto viene tenuto aggiornato dai più stretti collaboratori, in primis, il cardinale Bertone. Gli sviluppi del caso Boffo – coi suoi ultimi, pesanti, effetti collaterali – non possono non essere stati per lui fonte di imbarazzi e grattacapi. A rompere il silenzio è stato, ieri mattina, il portavoce padre Lombardi con le uniche parole che era autorizzato a riferire. Impossibile strappargli altre reazioni ufficiali, benchè in questi giorni sia stato sollecitato più volte a farlo davanti alle pesantissime accuse che sono state rivolte al segretario di Stato, Bertone ed al direttore del quotidiano d’Oltretevere, Vian. Quest’ultimo indicato da alcuni blog e quotidiani come il possibile esecutore del trasferimento a Feltri, direttore del Giornale, della velina falsa che, nel settembre scorso, ha dato l’avvio alla maxi bufera. Una breve frase può però risultare più eloquente di qualsiasi lungo discorso: se Papa Ratzinger è stato messo al corrente di tutto, significa solo che al di là del Tevere si attende pazientemente che il polverone si cheti. In Vaticano c’è la certezza che la tempesta sia destinata a sgonfiarsi. Inoltre, all’orizzonte, non sono previste dimissioni eccellenti (con buona pace di chi in questi giorni le chiedeva a gran voce). Insomma più o meno tutto è destinato a continuare come prima. Ad una lettura superficiale questa storia potrebbe sembrare un regolamento di conti interno, magari per riequilibrare i poteri tra aree di influenza diverse, ma non si spiega fino in fondo. E così, oggi, sono in molti a chiedersi a chi è giovato tutto questo, se non a creare ulteriori dissidi dentro la Chiesa, a screditare l’immagine della curia percepita dall’opinione pubblica un concentrato di uomini rancorosi e assai poco cristiani.
Il cardinale Bertone, viene fatto notare, non aveva di certo bisogno di ricorrere a simili mezzi per uscire rafforzato, la sua strada era già stata tracciata dal Papa molto prima tanto che in prossimità dello scadere del suo 75esimo anno e della sua andata in pensione, decise di confermarlo con la consueta formula latina. Scrisse così una lettera personale, pubblicata dall’Osservatore Romano, confermandogli la fiducia. Nel testo citava il lungo cammino di comune collaborazione fatto soprattutto alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Monsignor Miglio, responsabile Cei per i problemi sociali e del lavoro si limita a far notare: «La Chiesa sarebbe molto più danneggiata se quando ci sono cose che non vanno tentasse di nasconderle».
Intanto l’agenda papale prosegue senza scossoni e come, da tabella, ogni mattina riceve vescovi, scrive lettere, firma carte concentrandosi sulle battaglie che gli stanno più a cuore, tra le quali certamente quella a favore della vita. Ieri mattina, incontrando i vescovi scozzesi, ha ammonito a non sostenere la dolce morte. «L’eutanasia colpisce profondamente al cuore il principio cristiano della dignità della vita umana». di Franca Giansoldati Il Messaggero
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