Sanremo: le canzoni “verdi” sul palco del teatro Ariston

0 commenti · 14 febbraio, 2012 · 15:33

Sanremo, 14 feb. -(Adnkronos) – Primo fu il molleggiato, nel 1966 con il “Ragazzo della via Gluck”, ultima Arisa, l’anno scorso che cantava, nella scia di un apocalittico catastrofismo, “Il sole che puo’ scoppiare”. In mezzo ancora Celentano che nel 71 torna al festival di Sanremo e canta “Un albero di trenta piani”, e poi Vecchioni che l’anno scorso se non canta una canzone filo ecologista almeno si veste a impatto zero. Quest’anno, l’impegno e’ nel filone “social” affidato alla musica ed alla voce di Dolcenera, che canta “Ci vediamo a Casa”, una canzone ispirata alla storia dei due i due macchinisti dell’azienda Servirail che sono da due mesi accampati sulla torre faro della Stazione Centrale di Milano per protestare contro il licenziamento di oltre 800 lavoratori avvenuto per l’abolizione dei treni notturni. Mentre il teatro Ariston diventa “verde” per la prima volta nel 2006, quando fa un accordo con l’Enel per impiegare, per il suo intero fabbisogno di elettricita’, energia ”verde” prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili, innescando un ciclo virtuoso amico dell’ambiente. (segue)

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