Doll is mine al Teatro Nuovo Colosseo, 4-6 marzo 2010
0 commenti · 4 marzo, 2010 · 23:44
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(Marco Palladini, “Le reti di Dedalus”)
“…E’ una solitudine di essere sempre più annichilito, battuto fino allo sfinimento da un percorso di vita che, nel chiuso della stanza, davanti al cliente immerso nel sonno, si apre in spiragli straziati di affinità forse solo desiderate e di conflitti mai placati. Portando in superficie un carico di dolore, quasi consustanziato all’esistenza stessa, che colpisce e sgomenta come una ferita viva. Grazie alla voce che l’interprete piega a una partecipazione umanissima e sconvolgente, e che quasi naturalmente s’intreccia al suono del sassofono e del clarinetto di Michele Villari e agli accenti struggenti della fisarmonica midi di Roberto Palermo, anch’essi elementi determinanti di un concerto spettacolo di raffinata e compatta intensità.”
(Antonella Melilli, “Hystrio”)
“…Musica, voce e testo costituiscono un unicum capace di comunicare non solo verbalmente ma anche tramite immagini, quindi di conservare quella materica capacità comunicativa presente nei testi di Kawabata e Yoshimoto pur abbandonando i ritmi del raccontare nipponico. Un testo coraggiosamente femminile, uno sguardo rivolto verso l’inconscio a cui anche il pubblico può giungere preso per mano dalle note jazz di Michele Villari e Roberto Palermo. La prima tappa di un progetto appena nato ma già rivolto alla maturità.”
(Matteo Antonaci, www.teatroteatro.it)
“Ecco un nuovo progetto teatrale. Si chiama Le Onde ed è il connubio artistico tra Katia Ippaso (scrittrice e giornalista) e Cinzia Villari (attrice e scrittrice). “Le Onde come Le Onde di Virginia Woolf, le onde magnetiche, le onde sonore, le onde del mare, le onde della scrittura che sonda gli abissi dell’animo umano” anticipano nella presentazione. Il primo frutto di questo connubio s’intitola “Doll is mine”, monologo scritto dalla Ippaso per Cinzia Villari con musiche dal vivo di Michele Villari e Roberto Palermo…Ecco il declino dell’impero orientale, da anni ostinatamente clone di quello occidentale. Il Giappone contemporaneo narrato senza una speranza, avvolto nelle sue ossessioni, ormai privato anche del sonno, il più semplice dei piaceri. L’ambientazione e l’idea ricordano il film “Nightmare detective” di Shinya Tsukamoto, dove si parla di un “investigatore dell’incubo” che può entrate nei sogni delle persone. Ma c’è tutta una letteratura e una filmografia sullo spaesamento, sull’alienazione e sulla crisi di valori della società orientale che ritroviamo in questo testo, tra cui sicuramente spiccano le opere del maestro coreano Kim Ki-Duk e, perché no, “Lost in translation” di Sofia Coppola.
La protagonista entra in quel letto quasi come accadde nella prima installazione della grande artista francese Sophie Calle, intitolata “Les Dormeurs” (1979), dove alcune persone (amici, vicini di casa, sconosciuti) venivano invitate a dormire nel suo letto, fotografate ed intervistate….”
(Simone Pacini, www.klpteatro.it)
“Katia e Cinzia si sono conosciute circa dieci anni fa quando, facendo parte dello stesso gruppo di drammaturghe legate alla “Scena sensibile” del Teatro Argot, hanno lavorato insieme su testi di scrittura collettiva. “Doll in Mine” è nato proprio in quel contesto dove si erano date, come compito, quello di indagare i rapporti tra teatro e letteratura…”
(Federico Raponi, “Liberazione”)
“Il testo è scritto su misura per la talentuosa Cinzia Villari, un’interprete che può dare tutte le sfumature possibili di questo viaggio musicale, interiore e anche leggero…”
(Federico Raponi, “Terra”)
VITAMINA T in collaborazione con LE ONDE
presenta
“DOLL IS MINE”
di Katia Ippaso
con Cinzia Villari
Ho gettato il mio mazzolino nell’onda del mondo dove non c’è vegetazione: solo qua e là una colonna di marmo. Ho gettato il mio mazzolino nell’onda che mi si stendeva davanti. Dissi: “Consumami, portami al limite estremo”. Poi l’onda si è franta. (Virginia Woolf, Le Onde)
LE ONDE come Le Onde di Virginia Woolf, le Onde Magnetiche, le Onde Sonore, le Onde del Mare, le Onde della Scrittura che sonda gli abissi dell’animo umano. Una scrittrice-giornalista (Katia Ippaso) e un’attrice-scrittrice (Cinzia Villari) decidono di far convergere il loro immaginario sul tessuto magmatico e pulsante del teatro. E’ lì che si sono incontrate, dieci anni fa, ed è lì che ritornano, dopo aver affinato, separatamente, una ricerca profonda sulle tante combinazioni e le possibilità misteriose della parola. Per anni si sono trovate a lavorare insieme su progetti di scrittura collettiva legati alla “Scena sensibile” e al magistrato teorico di José Sanchis Sinisterra, ma è solo nel 2009 che decidono di unire le loro energie creative per sondare insieme le varie declinazioni di una scrittura per corpo e voce che parte dalla letteratura e arriva al teatro. La decisione di unirsi nasce dalla necessità di partecipare al bisogno comunitario di poesia e di scritture fonetiche, in risposta al disagio sociale e alla superficie piatta e innocua sulla quale si muovono i linguaggi imperanti.
Essere contemporanei alla propria epoca non significa percorrere solo la strada del teatro dichiaratamente civile o di narrazione, quanto cercare di “conficcarsi nel cranio del mondo” (Majakovskij) con le sonde della propria inflessibile e umana percezione. Le Onde di Virginia Woolf, testo amato da entrambe, diventa così il ventre che accoglie i flussi di una drammaturgia acquatica, una drammaturgia né uomo né donna (in questo caso scritta da donne che rifiutano la categoria di “genere”), una scrittura di senso pieno, tragica e ironica, che non ha paura di nominare la trama complessa delle pulsioni umane, rabbia, violenza, terrore, amore, desiderio, risata.
La letteratura, come il teatro, non muoiono. Vivono sottotraccia, accarezzando, come le onde, il movimento acquatico e implacabile del pensiero. Là dove si annidano le cose che non si possono dire, e dove solo la scrittura e la voce possono arrivare.
Di volta in volta, il duo collaborerà con altri autori affini per poetica e con dei musicisti, per sperimentare insieme a loro le possibili tessiture di parole e suoni. Per vivere, ”con” il pubblico, e non “di fronte” al pubblico, l’esperienza della performance-concerto live. Ed è con Doll is Mine, testo di Katia Ippaso, scritto per Cinzia Villari, musiche dal vivo di Michele Villari e Roberto Palermo, che ha preso il via la storia artistica delle Onde. Ispirato a due testi della letteratura giapponese, La casa delle belle addormentate di Yasunari Kawabata e Sonno profondo di Banana Yoshimoto, Doll is Mine è uno dei tasselli di un più vasto progetto legato al Giappone e ai suoi fertili rapporti con l‘Occidente, dall’epoca classica fino alla contemporaneità. Parallelamente, il duo sta lavorando ad idee originali e ad adattamenti da opere letterarie, con l’intenzione di tendere corde dalla finestra della letteratura a quelle del cinema e del teatro.
Doll is mine
Biglietto 7 euro -Tessera 3 euro
ColosseoNuovoTeatro
Via Capo d’Africa 29/a – roma
067004932 / 3661915226
www.e-theatre.it
colosseonuovoteatro@gmail.com







